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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS |
6a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Tonolini - Rifugio Garibaldi |
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La nostra Alta Via Adamello
La nostra tappa (nella foto, da destra Alby, Adelmo, Bubu e lo Sherpa)
Oggi ci aspetta l’ ultima fatica sull' Alta Via Adamello. E’ l’ ultimo giorno…e siamo quasi arrivati; il nostro sentiero numero 1 è quasi terminato. Al Rifugio Tonolini c’è un unico stanzone dove si dorme, il rifugio era accogliente, come il gestore. Ci alziamo, come al solito prima degli altri, facciamo colazione alla svelta e ci prepariamo. L’ aria è frizzante e anche oggi sembra che la giornata prometta bene. Fuori dal rifugio è tempo di salutare; infatti solo alcune delle persone che ci hanno accompagnato lungo il sentiero, si fermeranno al Rifugio Garibaldi, la maggior parte scenderà direttamente a valle. Queste persone prima sconosciute, in pochi giorni sono diventate amiche… sarà stata la forza e la solidarietà della montagna. Comunque, una volta sbrigata la pratica saluti, partiamo. Il sentiero lungo il passo Premessone non è agevole anzi, si presenta come l’ ultima fatica. Il passo lo vediamo da lontano, e la traccia non è sempre agevole, sia da trovare che da percorrere. Io e Adelmo allunghiamo il passo… siamo ansiosi di arrivare al passo e finalmente vedere la mitica parete nord dell’Adamello. Stefano, Pelle, Sara e Terry ci seguono a ruota. La Terry assaggia anche un po’ di pietra, complice una caduta… concentrata Terry, le difficoltà su questo sentiero non ti mollano mai! Una volta giunti in cima al passo, le nuvole ci oscurano un po’ la vista dell’Adamello. Ci rifocilliamo e poi iniziamo la discesa in direzione della diga. Qui il percorso è attrezzato con catene e appigli. Dopo il primo tratto, finalmente la traccia diventa sentiero, l’attenzione cala… siamo quasi arrivati alla fine… quasi. Sulla diga noi ometti ci lasciamo un po’ andare , ci sdraiamo al sole e mangiamo qualche barretta energetica, in attesa di un pasto più umano. Sara e Terry, ormai escursioniste esperte, ci precedono lungo il sentiero. Dopo aver quasi perso i sensi, stesi su un comodo letto di cemento, decidiamo che forse è meglio non adagiarsi troppo… riprendiamo. E qui inizia il bello… subito il forcing è impegnativo, così approfittiamo di una pausa con vista su Temù per fare qualche telefonata e mandare Sms. Riprendiamo. La strada sale ripida, molto ripida; intravediamo una gola stretta… e lontana… ma che c..zo è??? Si, si, è lui… il passo del Lunedì. Tu pensi di essere già arrivato al Rifugio Garibaldi e invece… No! Piccolo scherzo, o presa per il culo… fate voi. Comunque riprendiamo le donzelle e arriviamo in cima anche a questo passo, il cui nome è azzeccatissimo. Lo Sherpa vaneggia… siamo alla frutta! Io Stefano e Adelmo iniziamo a scendere, vogliamo arrivare! guadiamo un torrente che scende dalla vedretta dell’ Adamello e ci incamminiamo verso il rifugio. Siamo sulla diga… il rifugio è vicino, siamo arrivati. Foto di Rito davanti al cartello e alla targa che segnalano l’inizio (o, come per noi, la fine) del sentiero e poi rifugio. Il sole è alto, aspettiamo gli altri, ci complimentiamo a vicenda e poi… via con i festeggiamenti: panini, patatine torte e vinello. Una volta rifocillati, prendiamo possesso della nostra stanza. Siamo tutti insieme in una stanza con vista sul lago. Chiediamo poi ad una ragazza che gestisce il rifugio, se lì i cellulari ricevono. <<Si, si… dovete scendere un attimo lungo il sentiero, girate lì, salite là…>>. Mai fidarsi degli autoctoni… dopo essere scesi non poco, finalmente troviamo il posto… sbrighiamo la pratica amici/parenti e poi risaliamo…una telefonata che ci è costata parecchio sudore. Al Rifugio le docce calde ci sono. Sono a gettone: prima di inserirlo è consigliabile prepararsi insaponati e poi lavarsi alla svelta. Un po’ di relax e poi cena… l’ ultima cena. Il tempo di fare due passi alla luce dei lampioni della diga, poi due chiacchiere al Rifugio… e anche questa sera fuori piove… tutti a nanna. Dopo una bella dormita, per gli infaticabili oggi è prevista un’ escursione, senza zaini, fino alla cima Venerocolo. Il tempo non promette bene, ma decidiamo di partire. Siamo io, Pelle, Stefano e Adelmo. Iniziamo a salire forte; circa a metà salita inizia a piovere… è fredda. Stefano e Adelmo tornano al rifugio, io e il Pelle da bravi sky-runner proseguiamo… a tratti grandina… è ghiacciata. Siamo quasi al passo… è temporale. A voi sembra il caso di rimanere fulminati??? (come se non lo fossimo abbastanza). Deliberiamo: si ritorna al rifugio. Iniziamo a scendere… corsa in discesa sulle rocce bagnate… che figata, fino a quando non si scivola! Fortunatamente, a parte qualche picco di adrenalina, non ci succede nulla… al rifugio arriviamo bagnati fradici, ma interi. Il nostro programma prevedeva di rimanere l’ intera giornata ma visto il brutto tempo decidiamo di fare ritorno a casa un giorno prima. Mentre aspettiamo che cali la pioggia, arriva anche l’ elicottero dei soccorsi… sarà per noi? Noo… una ragazza è rimasta vittima di un incidente salendo verso il ghiacciaio… povera lei e ancor di più, fortunati noi, che in tutto il viaggio siamo stati graziati dalla sorte: nessuna spiacevole disavventura, solo insegnamenti. Finalmente smette di piovere. Scendiamo… ora da qui a casa nostra sarà solo discesa… peccato… proprio ora che la salita cominciava a piacere a tutti…Bah… sarà per l’anno prossimo. |