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Testi: Gio Lodovico Baglioni, Adelmo Danieli e Alberto Bosio
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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS

6a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Tonolini - Rifugio Garibaldi

Itinerario Appunti di viaggio Da vedere Il rifugio Galleria foto La nostra tappa Mappa

Appunti

Appunti di viaggio Anche si tratta dell’ultima tappa, per chi percorre l’Alta Via Adamello nella originaria stesura, non è del tutto semplice come la descrizione ufficiale permetta di pensare.
Infatti la salita al Passo Premassone è un po’ impegnativa a mio parere, poiché la si affronta quasi a freddo, anche se però, una volta giunti in cima al passo la vista è notevole verso la dei laghi d’Avio e Pantano, sino a Temù ed anche oltre. Inoltre alla nostra sinistra svettano le cime della Plem e dell’imponente parete nord dell’Adamello, che finalmente, alla fine dell' Alta Via Adamello possiamo ammirare in tutta la sua maestosità. Da questo punto si riesce a vedere quasi tutto il percorso sino al Rifugio Garibaldi che però è ancora lontano.
Iniziando la discesa bisogna ancora armarsi di prudenza perché alcuni tratti con catene appena sotto il Passo rendono insidioso il transito. Superati questi tratti, prima scavalcando i soliti grossi macini granitici, poi via via su traccia sempre più agevole e sicura si arriva giù sino alla diga del lago Pantano. Anche qui vale la pena soffermarsi godendo dei panorami che a monte, verso la cima Plem e Adamello e a valle verso i laghi d’Avio e la valle delle Gole Larghe si dischiudono.
Riprendendo poi il cammino, oltrepassata la diga del Lago Pantano, bisogna affrontare quella che è l’ultima asperità, il Passo del Lunedì, che dall’alto del Passo Premassone non eravamo riusciti ad individuare. In pratica una forcella molto ripida da salire e scendere “tutta d’un fiato”, ma che non presenta tratti tecnici impegnativi.
A questo punto si oltrepassa il torrente che arriva dalle falde del ghiacciaio del Venerolo che inesorabilmente si sta restringendo e un piccolo dosso della morena del ghiacciaio.
E finalmente appare la diga del lago del Venerocolo sulla cui sponda opposta sorge il Rifugio Garibaldi.
Sinceramente ho attraversato questa imponente con un’emozione ed una gioia indescrivibile: io ed i miei compagni di avventura eravamo riusciti nell’impresa di compiere questa bella Alta Via Adamello.
Tanto che aspettavo i miei ultimi due compagni, ho visto la stessa targa che avevo visto il primo giorno al Rifugio Tita Secchi, le quali indicano l’inizio e la fine dell’Alta Via dell’Adamello.
In pochi secondi ho rivissuto l’intensità di tutte le emozioni, le preoccupazioni e le gioie di questi giorni trascorsi in alta quota.