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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS |
6a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Tonolini - Rifugio Garibaldi |
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Appunti
Anche si tratta dell’ultima tappa, per chi percorre l’Alta Via Adamello nella
originaria stesura, non è del tutto semplice come la descrizione ufficiale
permetta di pensare.Infatti la salita al Passo Premassone è un po’ impegnativa a mio parere, poiché la si affronta quasi a freddo, anche se però, una volta giunti in cima al passo la vista è notevole verso la dei laghi d’Avio e Pantano, sino a Temù ed anche oltre. Inoltre alla nostra sinistra svettano le cime della Plem e dell’imponente parete nord dell’Adamello, che finalmente, alla fine dell' Alta Via Adamello possiamo ammirare in tutta la sua maestosità. Da questo punto si riesce a vedere quasi tutto il percorso sino al Rifugio Garibaldi che però è ancora lontano. Iniziando la discesa bisogna ancora armarsi di prudenza perché alcuni tratti con catene appena sotto il Passo rendono insidioso il transito. Superati questi tratti, prima scavalcando i soliti grossi macini granitici, poi via via su traccia sempre più agevole e sicura si arriva giù sino alla diga del lago Pantano. Anche qui vale la pena soffermarsi godendo dei panorami che a monte, verso la cima Plem e Adamello e a valle verso i laghi d’Avio e la valle delle Gole Larghe si dischiudono. Riprendendo poi il cammino, oltrepassata la diga del Lago Pantano, bisogna affrontare quella che è l’ultima asperità, il Passo del Lunedì, che dall’alto del Passo Premassone non eravamo riusciti ad individuare. In pratica una forcella molto ripida da salire e scendere “tutta d’un fiato”, ma che non presenta tratti tecnici impegnativi. A questo punto si oltrepassa il torrente che arriva dalle falde del ghiacciaio del Venerolo che inesorabilmente si sta restringendo e un piccolo dosso della morena del ghiacciaio. E finalmente appare la diga del lago del Venerocolo sulla cui sponda opposta sorge il Rifugio Garibaldi. Sinceramente ho attraversato questa imponente con un’emozione ed una gioia indescrivibile: io ed i miei compagni di avventura eravamo riusciti nell’impresa di compiere questa bella Alta Via Adamello. Tanto che aspettavo i miei ultimi due compagni, ho visto la stessa targa che avevo visto il primo giorno al Rifugio Tita Secchi, le quali indicano l’inizio e la fine dell’Alta Via dell’Adamello. In pochi secondi ho rivissuto l’intensità di tutte le emozioni, le preoccupazioni e le gioie di questi giorni trascorsi in alta quota. |