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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS |
5a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Prudenzini - Rifugio Tonolini |
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Da vedere
In questa tappa dell'Alta Via Adamello La salita all’angusto e scosceso Passo Miller è caratterizzata
dall’alternarsi di tratti ripidi e tratti pianeggianti, in corrispondenza
dell’andamento dei “costér”, ripide pareti che costituiscono i fianchi delle
valli ad “U”, e dei circhi glaciali che si attraversano in sucessione fino al
passo. Questo è il confine tagliente tra due circhi glaciali adiacenti, adagiati
nelle valli di Salarno e Miller. La discesa verso il Rifugio Gnutti e
facilitata, ma solo all’inizio di stagione, dalla presenza di lunghe lingue
nivali che rendono più veloce e divertente l’avanzamento. Conviene magari progettare il trekking in modo da poter spezzare questa tappa in due, fermandosi a dormire al Rifugio Gnutti o al Rifugio Baitone. Una visita alla testata della Val Miller, ci permette di osservare una delle areee più ricche del Parco dell’Adamello per varietà flogistica. Caratterizzata da ben nove zone umide, alimentate dalle fresche acque del Torrente Remulo, vi si possono osservare abbondanti comunità di carici, di tricofori, e di eriofori che, in prossimità dei piccoli specchi d’acqua, trovano il loro ambiente privilegiato per svilupparsi nel breve arco dell’estate alpina d’alta quota. Partendo dal Rifugio Gnutti, l’accesso al Passo ed al Corno del Cristallo è alla portata di tutti, nonostante il notevole dislivello di oltre 800 metri, mentre la salita alla vetta dell’Adamello è riservata ad alpinisti esperti e ben equipaggiati. Il completamento della tappa fino al Rifugio Tonolini non presenta difficoltà e si compie in circa due ore dal Rifugio Gnutti. Lungo il percorso possiamo osservare dall’alto le famose “ scale del Miller ”, un ripido sentiero che scavalca con un salto di circa 250 metri, il gradino che separa la Val Malga dalla Val Miller. Superati il Passo del Gatto ed il Rifugio Baitone, ci appare a Nord-ovest il caratteristico Corno delle Granate che, con i Monti di Bompià e la cima di Val Rossa, delimita il confine occidentale della conca del Baitone. Il Corno delle Granate deve il suo nome al colore delle rocce, composte da silicati contenenti ferro, ove non è raro rinvenire cristalli di Granato almandino, la cui raccolta è comunque vietata. |