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Testi: Gio Lodovico Baglioni, Adelmo Danieli e Alberto Bosio
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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS

5a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Prudenzini - Rifugio Tonolini

Itinerario Appunti di viaggio Da vedere Il rifugio Galleria foto La nostra tappa Mappa

La nostra Alta Via Adamello

Nostra Dopo la colazione a lume di candela e il riposino a letto, siamo pronti a partire. Oggi è Ferragosto, l’ aria è fresca ma il cielo finalmente sembra promettere una giornata di sole. Cortesemente il ragazzo Nepalese si presta a fare il fotografo, così dopo la foto di rito partiamo… direzione passo del Miller. La strada inizia subito a salire; in fila indiana, annaspando, saliamo subito di parecchi metri… con alle nostre spalle il ghiacciaio. Il sole, timidamente, prova a farsi largo tra le nuvole… speriamo bene. Finito il sentiero, diciamo percorribile, inizia ora la solita pietraia; Io, lo Sherpa di Paderno e Adelmo, allunghiamo il passo sulle rocce, mentre il Pelle, Sara e Terry rimangono attardati. Zompettando sulle rocce arriviamo finalmente sotto il passo Miller. Ultima fatica (per ora); con uno stretto zigzagare arrivo fino al passo. E’ ufficiale! oggi sole a manetta. Dal passo mi godo il sole e le fatiche di quei due là. Una bevuta è fatale per la borraccia di Stefano: ops… gli scivola dalle mani e cade a una cinquantina di metri più in basso. Fortunatamente viene raccolta (tutta ammaccata) da un’ escursionista dietro a noi. Sul passo aspettiamo il resto del gruppo, intanto come lucertole ci sdraiamo sulle rocce… che bello.
Una volta arrivati, io Stefano e Adelmo decidiamo di partire a razzo per raggiungere il nostro uomo… Mazzoldi Enrico detto Mazzo. Oggi è Ferragosto, Mazzo con un’ altra Sarah ci raggiungerà al Rifugio Tonolini. Come già anticipato, il nostro uomo svolge la funzione di un bancomat ambulante… infatti lo aspettiamo più che volentieri. Così, come dei pazzi iniziamo a scendere sciando tra i sassi… in un attimo siamo già a valle. Vista l’ora (tarda mattinata) optiamo per una sana birretta al Rif. Gnutti (dove non ci fermeremo… e allora lasciamo almeno un contributo). Tracannata, riprendiamo, con passo sostenuto, anche perché da qui la strada spiana, fino al Passo del Gatto. Passato il punto vediamo sull’ altro versante della montagna una figura conosciuta… per l’appunto il Mazzoldi. Così dopo averlo chiamato a gran voce e insultato, tanto per gioco… in prossimità del rifugio Baitone avviene l’ incontro.
Ci salutiamo, due racconti sul sentiero e poi ripartiamo tutti e cinque. Dopo lo strappo del Baitone il sentiero corre sull’ omonimo laghetto, tutto in piano… fino a quando il lago finisce. E dove il lago finisce inizia la tragedia dello Sherpa. Prima rallenta il passo… e lo becco, perché era davanti a me con Adelmo. Poi dopo uno strappetto arriva la crisi (ha minacciato di restare li fermo, di lasciare lo zaino…). Finisce anche l’ acqua, così gli lascio una borraccia sul sentiero così, almeno deve venire a prendersela. Dal rifugio mi godo le ultime fatiche di Stefano e Adelmo. Oggi è una giornata stupenda, ci laviamo con l’ acqua del ghiacciaio e aspettando gli altri facciamo anche un pediluvio nel laghetto. Dopo non molto ci raggiunge anche il Pelle… mancano all’ appello Sara e Terry… stanno arrivando. Mentre le aspettiamo, visto l’ora di pranzo decidiamo di approfittare. Pasta, brasato e vino, il pranzo dei campioni. Rifocillati attendiamo fuori l’ arrivo delle due donne; una volta avvistate gli andiamo incontro per dare a loro supporto morale; ormai anche questa è passata… domani è l’ ultima tappa e in un modo o nell’ altro ce l’ abbiamo fatta tutti… fino a qui!
Oggi è una giornata di relax: siamo arrivati ad un orario decente e il tempo è bello… così ci mettiamo a prendere il sole sdraiati. Fino all’ ora dell’ aperitivo. Mazzo e Sarah scendono per fare ritorno a casa (non prima di aver sganciato il malloppo…Grazie Mazzo), mentre Io, Pelle e Adelmo raggiungiamo il Baitone per bere un paio di birrette. Una volta consumato l’ aperitivo risaliamo al Tonolini (non è che si può fare molto in montagna: o sali o scendi) dove ci attende la cena. Ceniamo, due chiacchiere, leggiamo anche la Gazza (qui arrivano i giornali). Al rifugio ci sono sempre i soliti volti noti che oramai hanno fatto il sentiero con noi; li conosciamo da poco ma sembrano amici di lungo corso… effetto montagna. Cominciamo a sentire la fine della gita… purtroppo. Domani ci attende il passo Premessone e il passo del Lunedì (domani scopriremo il perché del nome). Buona notte, andiamo a letto.