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Alta Via Adamello - Sentiero n°1 BS |
2a tappa Alta Via Adamello: Rifugio Tita Secchi - Rifugio Maria e Franco |
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La nostra Alta Via Adamello
(nella foto Gabriele - "Pelle")E’ già mattina... la prima notte sull' Alta Via Adamello è passata indenne (nessun morto), comunque non è stato un riposo tranquillo; sarà perché siamo andati a letto presto (e noi non siamo abituati...), sarà per quel sacco lenzuolo (ve lo consiglio) che dopo 5 minuti io e Stefano abbiamo fatto ridiventare lenzuolo… sta di fatto che, non era ancora sorto il sole ed ero già sveglio. Pronti… via! in bagno...vestirsi... ricomporre lo zaino...colazione. Paghiamo il conto e siamo pronti; dimenticavo la grande performance di Pelle, il giaguaro, che con passo felpato ha portato i vuoti della serata precedente nel bidone dei rifiuti sotto il rifugio. Una foto di gruppo davanti al Tita Secchi, uno sguardo alla targa che indica che da qui inizia l' Alta Via Adamello e partiamo. Aria fresca ma ci scaldiamo subito. Tutti in fila, la Terry sgravata di parte del peso accusa comunque la salita. Pian piano arriviamo al passo. Io e Stefano (lo sherpa…) siamo lì al sole ad aspettare il gruppo quando... chi incontriamo??? Ma si è lui! il Lance Armstrong di Ostiano. Adelmo e' già di ritorno? Oh porc! così veloce? Ma no, ma no… forse scoraggiato dalla traccia del sentiero dell' Alta Via Adamello poco segnata, o forse perché si era già rotto di camminare in solitudine, stava già abbandonando l’ impresa. E così, dopo due chiacchiere, ha deciso di unirsi al gruppo. Dal passo la strada e' poco impegnativa. Con buona lena (sempre in testa io e lo sherpa), arriviamo al passo della Rossola dove ci rifocilliamo. Dal passo possiamo intravedere dove, tra non molto (per modo di dire), attraverseremo la cresta passando per le mitiche bocchette del passo Brescia. Intanto che mangiamo, sfilano altri escursionisti, con i quali la sera faremo amicizia. Dopo la sosta riprendiamo... siamo quasi arrivati… ci siamo… balle!!! Cammina, cammina, ma la montagna non si avvicina... Il Vito tira il gruppo, Melissa dietro (a ruota), poi io e lo sherpa.. Sul bello del forcing Stefano, ha qualche cedimento. A molti metri di distanza il Pelle con Sara e Terry (sempre in silenzio stampa – tutto quello che dirà potrà essere usato contro di lei). Finalmente siamo sotto le bocchette… primo tratto attrezzato dell' Alta Via Adamello. Saliamo agilmente, spuntino, aspettiamo che arrivi lo sherpa, poi io e Vito decidiamo di andare ad aiutare i nostri amici. Senza zaino sembra che ci sia qualcuno che ti spinga; velocemente li raggiungiamo sotto le bocchette. Come avvertiva Pelle nel pre-partenza al Tita Secchi “...tutti prima o poi vanno in crisi...”, puntualmente nella conca del Gellino, la Bertoli (Sara) a detta di Gabriele, cade in una triplice crisi: isteria associata a pianti…(purtroppo non abbiamo fotografie che testimoniano il fatto – o se c’erano non sono pervenute negli archivi); una volta presi i loro zaini, risaliamo la china. Sopra il passo, la nebbia ci impedisce di vedere il “ il Maria e Franco ”; solo grandi massi segnati ci indicano la via. Mentre scendo vedo un tipo strano che viene verso di me… lo sherpa??? (impossibile). Questo e' un personaggio mitico ; praticamente e' un vero sherpa dell’ dell' Alta Via Adamello, originario di Sarezzo. Il suo nome e' Arcadio e veniva in nostro soccorso, dopo che Stefano, Adelmo e Melissa erano giunti al rifugio. Scendendo, prima incontro Adelmo, anche lui di ritorno per darci un aiuto, poi finalmente il rifugio… era ora. Verso sera una bella rinfrescata (termine che calza a pennello visto la temperatura dell’ acqua - la doccia non c’è) e poi ci sediamo al tavolo per fare merenda. Qui viene il bello: a piedi siamo forti (Bah…) ma con le gambe sotto il tavolo... Nello zaino c’era ancora un salame (gentilmente offerto dalla ditta Bertoli – Sara e Terry); mentre gentilmente la signora ce lo affetta (tutto) noi chiediamo all’oste, gestore del Rifugio Maria e Franco tuttofare (simpaticissimo), se si può avere del mosto a bacca rossa fermentato e imbottigliato - el vì bù (il buon vino). In risposta “... oh ardì là quate butiglie (certo, guardate là quante bottiglie)...” e poi “...vi do un litro di vino che, se non lo finite ora, ve lo metto in tavola a cena...” e noi “...se avanza!”. Morale: bottiglie piene sul bancone ante merenda otto, dopo la cena due... (santi bevitori – tutti). Evidentemente durante la cena abbiamo mangiato e bevuto, complice una piacevole compagnia, atmosfera molto intima, gestori del Rifugio squisiti e questo sant’ uomo di Arcadio che ci ha deliziato e affascinato con i suoi aneddoti; ha corso la maratona a New York, ad Atene… ci ha detto che da casa (Sarezzo) è partito un mese prima a piedi ed è ancora a zonzo; da un aiuto ai gestori (va a prendere il pane e… gli escursionisti in difficoltà) e alle guide... che fenomeno. Tra un grappino e l’ altro ci è sembrato di vedere la Terry e la Sara che correvano su e giù per il monte “Re di Castello”... fuori c’era la nebbia, forse non solo fuori, anche dentro la nostra capoccia. La prima vera giornata sull' Alta Via Adamello è terminata: andiamo a dormire. Questa notte grandinata (fuori 5 gradi sopra lo zero). |